Area del rombo
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I tuoi dati
L’area del rombo non si calcola con base e altezza, ma con le due diagonali: A = (d · dm) / 2, dove d è la diagonale maggiore e dm la diagonale minore. Con i valori predefiniti d = 10 cm e dm = 6 cm il conto è A = (10 · 6) / 2 = 60 / 2 = 30 cm². Il calcolatore qui sopra fa questo calcolo in automatico e aggiorna area e perimetro ogni volta che cambi le diagonali.
Che cos’è un rombo
Il rombo è un quadrilatero piano con quattro lati di uguale lunghezza. È un parallelogramma particolare: i lati opposti sono paralleli a coppie come in ogni parallelogramma, ma qui tutti e quattro i lati sono congruenti. Questo vincolo in più è ciò che distingue il rombo dal parallelogramma generico e dal rettangolo.
La forma si riconosce subito: è quella delle losanghe nelle carte da gioco, dei segni di precedenza stradali, delle piastrelle romboidali nei pavimenti decorativi. L’impressione visiva è di una figura “allungata” rispetto al quadrato, con due vertici più aguzzi (gli angoli acuti) e due più aperti (gli angoli ottusi).
Gli angoli interni del rombo si distribuiscono in due coppie: ogni coppia di angoli opposti è uguale tra loro, e ogni coppia di angoli adiacenti è supplementare (somma 180°). Se si chiama α l’angolo acuto e β quello ottuso, allora α + β = 180°. Solo quando α = β = 90° il rombo si trasforma in un quadrato: il quadrato è quindi un caso particolare di rombo in cui tutti gli angoli diventano retti.
Il rombo nella famiglia dei quadrilateri
Capire dove si colloca il rombo nella gerarchia dei quadrilateri aiuta a usare le formule giuste in base alle informazioni disponibili:
- Quadrilatero → caso più generale, qualsiasi figura con quattro lati.
- Trapezio → almeno una coppia di lati paralleli.
- Parallelogramma → due coppie di lati paralleli e opposti uguali.
- Rombo → parallelogramma con tutti e quattro i lati uguali.
- Rettangolo → parallelogramma con tutti e quattro gli angoli retti.
- Quadrato → rombo con tutti gli angoli retti = rettangolo con tutti i lati uguali.
Il rombo e il rettangolo sono quindi fratelli all’interno della famiglia dei parallelogrammi, e il quadrato è il punto in cui le loro definizioni si sovrappongono completamente.
Le diagonali: la chiave di area e perimetro
Le due diagonali del rombo hanno un ruolo centrale in tutti i calcoli. La diagonale maggiore (indicata con d) è il segmento più lungo, quello che unisce i due vertici con angoli acuti. La diagonale minore (dm) unisce i due vertici con angoli ottusi e risulta più corta.
Tre proprietà fondamentali delle diagonali del rombo:
- Si bisecano: i due segmenti si tagliano nel loro punto medio. Ciò significa che il centro di un rombo è il punto in cui le diagonali si incrociano, e da quel punto ciascuna diagonale si allunga ugualmente in entrambe le direzioni.
- Sono perpendicolari: si intersecano formando angoli retti (90°). Questa perpendicolarità, assente nel parallelogramma generico, è la proprietà che permette di calcolare l’area con la formula del semiprodotto delle diagonali.
- Sono bisettrici degli angoli: ciascuna diagonale divide l’angolo che attraversa in due parti uguali. La diagonale maggiore biseca i due angoli acuti; la diagonale minore biseca i due angoli ottusi.
Queste tre proprietà bastano a ricavare sia l’area sia il perimetro senza conoscere né l’altezza né gli angoli.
Formula dell’area: A = (d · dm) / 2
La formula dell’area del rombo è la seguente:
A = (d · dm) / 2
Si chiama anche semiprodotto delle diagonali: si moltiplicano le due diagonali tra loro e si divide per due. Il motivo geometrico è immediato: le due diagonali dividono il rombo in quattro triangoli rettangoli congruenti. Ciascun triangolo ha i cateti uguali a d/2 e dm/2, quindi la sua area è (d/2 · dm/2) / 2 = d·dm/8. Sommando quattro triangoli: 4 · d·dm/8 = d·dm/2. La formula è una conseguenza diretta della perpendicolarità delle diagonali.
Un modo ancora più visivo: le due diagonali tracciano un rettangolo immaginario di dimensioni d × dm. Il rombo occupa esattamente la metà di quel rettangolo, perché i quattro vertici del rombo si trovano al centro di ciascuno dei quattro lati del rettangolo. Quindi A_rombo = (d · dm) / 2 = metà del rettangolo d × dm.
Calcolo con i valori predefiniti (d = 10 cm, dm = 6 cm)
A = (10 · 6) / 2 = 60 / 2 = 30 cm²
Questo è il valore che il calcolatore mostra quando si apre la pagina. Ogni volta che si cambia uno dei due valori, l’area si ricalcola istantaneamente con la stessa formula.
Formula del perimetro: P = 4 · l
Il perimetro del rombo è la somma dei quattro lati uguali:
P = 4 · l
Il problema è che di solito si conoscono le diagonali, non il lato. Il lato si ricava dal teorema di Pitagora: le due metà-diagonali (d/2 e dm/2) formano i cateti di un triangolo rettangolo, e il lato del rombo è l’ipotenusa.
l = √((d/2)² + (dm/2)²)
Sostituendo nella formula del perimetro:
P = 4 · √((d/2)² + (dm/2)²)
Con d = 10 cm e dm = 6 cm:
l = √((10/2)² + (6/2)²) = √(5² + 3²) = √(25 + 9) = √34 ≈ 5,83 cm
P = 4 · 5,83 ≈ 23,32 cm
Sette esempi numerici risolti
Esempio 1: l’area dalle due diagonali (caso base)
Dati: d = 10 cm, dm = 6 cm.
A = (d · dm) / 2 = (10 · 6) / 2 = 60 / 2 = 30 cm²
È il caso dei valori predefiniti del calcolatore. Il risultato si verifica anche visivamente: il rombo si inscrive nel rettangolo 10 × 6 = 60 cm², e ne occupa esattamente la metà.
Esempio 2: il perimetro passando per il lato
Dati: d = 10 cm, dm = 6 cm.
Lato: l = √((10/2)² + (6/2)²) = √(5² + 3²) = √(25 + 9) = √34 ≈ 5,83 cm
P = 4 · l = 4 · 5,83 ≈ 23,32 cm
Attenzione: il lato non è la media né la somma delle metà-diagonali, ma la radice della somma dei loro quadrati, perché è l’ipotenusa di un triangolo rettangolo.
Esempio 3: quando le diagonali nascondono una terna pitagorica
Dati: d = 8 cm, dm = 6 cm.
Semi-diagonali: d/2 = 4 cm, dm/2 = 3 cm.
Lato: l = √(4² + 3²) = √(16 + 9) = √25 = 5 cm (intero esatto)
A = (8 · 6) / 2 = 48 / 2 = 24 cm²
P = 4 · 5 = 20 cm
Questo è il rombo più comodo dei problemi scolastici: la terna pitagorica 3-4-5 elimina qualsiasi approssimazione. Se in un’interrogazione compaiono d = 8 e dm = 6 (oppure d = 16 e dm = 12, o qualsiasi multiplo), si riconosce subito la terna e il lato è un intero.
Esempio 4: come cresce l’area se ingrandisco le diagonali
Dati: d = 12 cm, dm = 8 cm.
A = (12 · 8) / 2 = 96 / 2 = 48 cm²
Lato: l = √(6² + 4²) = √(36 + 16) = √52 = 2√13 ≈ 7,21 cm
P = 4 · 7,21 ≈ 28,84 cm
Questo esempio mostra cosa succede quando si scala proporzionalmente: d e dm sono rispettivamente il 20% e il 33% più grandi rispetto all’esempio 1, ma l’area passa da 30 a 48 cm² (un aumento del 60%), perché l’area dipende dal prodotto di entrambe le diagonali.
Esempio 5: ricavare una diagonale dall’area e dall’altra diagonale
Dati: A = 48 cm², d = 16 cm. Trovare dm.
Si isola dm dalla formula dell’area:
A = (d · dm) / 2 → dm = (2 · A) / d = (2 · 48) / 16 = 96 / 16 = 6 cm
Lato: l = √(8² + 3²) = √(64 + 9) = √73 ≈ 8,54 cm
P = 4 · 8,54 ≈ 34,18 cm
Verifica: A = (16 · 6) / 2 = 96 / 2 = 48 cm² ✓
Esempio 6: dal perimetro alla diagonale minore
Dati: d = 8 cm, P = 20 cm. Trovare dm e l’area.
Dal perimetro si ricava il lato: l = P / 4 = 20 / 4 = 5 cm
Dal teorema di Pitagora si ricava dm/2:
l² = (d/2)² + (dm/2)² → 5² = 4² + (dm/2)² → 25 = 16 + (dm/2)² → (dm/2)² = 9 → dm/2 = 3 → dm = 6 cm
A = (8 · 6) / 2 = 24 cm²
Questo è un problema inverso classico: si parte dal perimetro e si risale alla diagonale ignota. Il passaggio chiave è ricordare che il lato è l’ipotenusa, non il semplice valore numerico del perimetro.
Esempio 7: il cartello di precedenza, misure alla mano
Il segnale di diritto di precedenza ha la forma di un rombo giallo orientato con un vertice verso l’alto. Le dimensioni standard europee prevedono una diagonale verticale di circa 35 cm e una diagonale orizzontale di circa 25 cm (misure sul cartello senza bordo).
Dati: d = 35 cm (diagonale maggiore), dm = 25 cm (diagonale minore).
A = (35 · 25) / 2 = 875 / 2 = 437,5 cm²
Lato: l = √(17,5² + 12,5²) = √(306,25 + 156,25) = √462,5 ≈ 21,51 cm
P = 4 · 21,51 ≈ 86,02 cm
L’area del cartello è circa 437,5 cm², cioè circa il 70% di un foglio A4 (un A4 misura 21 × 29,7 cm, quindi 623,7 cm²). La formula del rombo descrive esattamente il taglio del lamierino riflettente.
Errori comuni
Dimenticare il divisore 2
L’errore più frequente nell’area del rombo è scrivere A = d · dm invece di A = (d · dm) / 2. Con d = 10 e dm = 6 il prodotto d · dm = 60 è l’area del rettangolo circoscritto, non del rombo: l’area del rombo è esattamente la metà, cioè 30 cm². Confondere le due formule porta a un risultato doppio rispetto a quello corretto.
Un trucco per ricordarlo: il rombo occupa esattamente la metà del rettangolo d × dm che lo racchiude, perché ogni vertice cade sul punto medio di un lato del rettangolo. Il 2 al denominatore viene proprio da questa metà.
Usare la diagonale intera invece della metà nella formula del lato
Per calcolare il lato del rombo si usa: l = √((d/2)² + (dm/2)²). L’errore comune è scrivere l = √(d² + dm²) senza dividere per 2. Con d = 10 e dm = 6 si otterrebbe l = √(100 + 36) = √136 ≈ 11,66 cm invece del corretto √34 ≈ 5,83 cm, cioè un valore esattamente doppio. Il motivo dell’errore è dimenticare che la diagonale si biseca nel punto di intersezione: ogni triangolo rettangolo usa la metà di ciascuna diagonale come cateto, non la diagonale intera.
Confondere rombo e parallelogramma
Nel parallelogramma generico l’area si calcola come A = base × altezza, e le diagonali NON si perpendicolano. Se si tenta di applicare la formula A = (d · dm) / 2 a un parallelogramma generico si ottiene un risultato sbagliato. La formula vale SOLO perché nel rombo le diagonali formano angoli retti: è questa la condizione necessaria e sufficiente che la distingue.
Confondere rombo e quadrato nel calcolo delle diagonali
Nel quadrato le due diagonali sono sempre uguali tra loro (entrambe uguali a l · √2, dove l è il lato). Nel rombo le diagonali sono generalmente diverse. Se il testo di un problema dice “rombo con diagonale 6 cm” senza specificare quale delle due, la soluzione non è determinata: occorre la seconda diagonale o un’altra informazione (il lato, l’area, un angolo) per risolvere il problema.
Non verificare l’unità di misura
L’area è sempre in cm² (o m², mm²…) mentre il perimetro è in cm. Un risultato scritto come “A = 30 cm” (senza il quadrato) è formalmente sbagliato: segnala che si è applicata la formula del perimetro alla domanda sull’area, o viceversa. Controllare l’unità finale è un modo rapido per individuare gli errori di formula prima ancora di confrontare i numeri.
Angoli interni del rombo
Le formule del calcolatore non mostrano direttamente gli angoli, ma si possono ricavare dalle diagonali. Poiché le diagonali si perpendicolano e si bisecano, i quattro triangoli rettangoli sono tutti uguali. Ogni triangolo ha i cateti d/2 e dm/2 e l’ipotenusa l.
L’angolo acuto α del rombo soddisfa:
tan(α/2) = (dm/2) / (d/2) = dm / d
Con d = 10 e dm = 6: tan(α/2) = 6/10 = 0,6, quindi α/2 ≈ 30,96° e α ≈ 62°.
L’angolo ottuso β = 180° − 62° = 118°.
Gli angoli si distribuiscono in coppie: i due angoli acuti si trovano ai vertici attraversati dalla diagonale maggiore (i vertici “laterali”), i due angoli ottusi si trovano ai vertici attraversati dalla diagonale minore (i vertici “superiore” e “inferiore” quando il rombo è orientato con una punta in alto).
Proprietà geometriche riassuntive
Il rombo condivide tutte le proprietà del parallelogramma e ne aggiunge di proprie:
- I lati opposti sono paralleli a coppie (come in ogni parallelogramma).
- I lati opposti sono uguali a coppie (come in ogni parallelogramma).
- Ma nel rombo tutti e quattro i lati sono uguali, non solo le coppie opposte.
- Le diagonali si bisecano (come in ogni parallelogramma).
- Le diagonali sono perpendicolari (proprietà esclusiva del rombo e del quadrato tra i parallelogrammi).
- Le diagonali sono bisettrici degli angoli (proprietà esclusiva del rombo e del quadrato).
- Il rombo ha esattamente due assi di simmetria, che coincidono con le sue diagonali.
Grazie a queste proprietà il rombo serve in più di un campo pratico. Le maglie romboidali delle recinzioni resistono alla deformazione, e la forma riveste un piano senza lasciare spazi vuoti (tassellazione), come nei pavimenti a mosaico.
Il rombo nel mondo reale
Le carte da gioco
Il seme dei quadri nelle carte francesi è un rombo. La forma sfrutta la simmetria centrale del rombo, che resta uguale a sé stesso ruotato di 180°: così la carta si legge identica da entrambi i versi, anche capovolta in mano. Le dimensioni del rombo cambiano da un mazzo all’altro, ma resta sempre più alto che largo, con la diagonale verticale maggiore di quella orizzontale.
I segnali stradali
In Europa, il segnale che indica il diritto di precedenza è un rombo giallo bordato di bianco, orientato con una punta verso l’alto. La forma di losanga è riservata per convenzione ai segnali di priorità: grazie alla simmetria diagonale, si distingue a colpo d’occhio dalla forma ottagonale dello STOP o dal triangolo dei segnali di pericolo. Per la geometria completa di questo e altri segnali stradali, si veda la pagina segnali stradali.
Le piastrelle e i mosaici
Il rombo è una delle poche forme che riempiono il piano senza lasciare spazi (tassellazione). I piastrellisti medievali e islamici sfruttarono questa proprietà per i motivi a stella e a diamante su pavimenti e pareti. Il motivo chevron e molte decorazioni nei tessuti nascono da rombi orientati in direzioni diverse: tre rombi accostati con un angolo di 120° formano per esempio il classico effetto “cubo” tridimensionale.
L’aquilone (kite)
Un aquilone (kite) fatto in casa ha spesso la forma di un rombo, ottenuto incrociando due bacchette perpendicolari (le diagonali). Se la bacchetta orizzontale misura dm = 40 cm e quella verticale d = 50 cm, l’area del telo è A = (50 · 40) / 2 = 1000 cm², poco più di un foglio A3. Questo è anche il modo più semplice per spiegare il concetto di diagonale di un rombo a un bambino: basta mostrare le bacchette dell’aquilone che si incrociano perpendicolarmente al loro punto medio.
Le griglie metalliche
Le recinzioni a griglia romboide dei cantieri e dei campi sportivi sono fatte di maglie a forma di rombo. Per schiacciare un rombo bisogna cambiarne gli angoli, e i fili intrecciati lo impediscono: la rete resiste alla deformazione laterale molto meglio di una a maglie quadrate. È lo stesso principio per cui un rombo di cartoncino con i lati incernierati si piega facilmente, mentre un triangolo resta rigido.
Confronto con il cerchio e altre figure piane
Il cerchio ha infiniti assi di simmetria; il rombo ne ha solo due, le sue diagonali. Questa è la differenza che salta all’occhio quando si mettono accanto le due figure, ed è anche la ragione per cui le loro formule dell’area hanno forma così diversa.
Dal punto di vista dell’area, la differenza è significativa:
- Area del cerchio con raggio r: A = π · r²
- Area del rombo con diagonali d e dm: A = (d · dm) / 2
Un rombo si inscrive in un cerchio solo nel caso limite del quadrato: serve che tutti e quattro i vertici tocchino la circonferenza, e questo accade soltanto quando le diagonali sono uguali. Negli altri casi i due vertici sulla diagonale corta restano dentro il cerchio. Per il resto le due formule sono indipendenti: il cerchio dipende da un solo numero (il raggio), il rombo da due (le diagonali).
Esercizi
Tre problemi di difficoltà crescente. Prova a risolverli con carta e penna, poi apri la soluzione per controllare. Puoi verificare il risultato anche con il calcolatore in cima alla pagina.
Facile
Calcola l’area di un rombo con diagonale maggiore d = 12 cm e diagonale minore dm = 5 cm.
Soluzione
Si usa la formula del semiprodotto delle diagonali: A = (d · dm) / 2.
A = (12 · 5) / 2 = 60 / 2 = 30 cm²
Medio
Un rombo ha diagonali d = 16 cm e dm = 12 cm. Calcola il suo perimetro.
Soluzione
Il perimetro è P = 4 · l, ma prima serve il lato. Il lato è l’ipotenusa del triangolo rettangolo che ha per cateti le due metà-diagonali (d/2 e dm/2):
l = √((d/2)² + (dm/2)²) = √(8² + 6²) = √(64 + 36) = √100 = 10 cm
(I cateti 8 e 6 formano la terna pitagorica 6-8-10, quindi il lato è un numero intero.)
P = 4 · l = 4 · 10 = 40 cm
Difficile
Un rombo ha area 120 cm² e diagonale maggiore d = 20 cm. Trova la diagonale minore, il lato e il perimetro.
Soluzione
Prima si ricava la diagonale minore invertendo la formula dell’area:
dm = (2 · A) / d = (2 · 120) / 20 = 240 / 20 = 12 cm
Poi il lato, con il teorema di Pitagora sulle metà-diagonali (d/2 = 10, dm/2 = 6):
l = √(10² + 6²) = √(100 + 36) = √136 ≈ 11,66 cm
Infine il perimetro:
P = 4 · l = 4 · 11,66 ≈ 46,64 cm
Verifica dell’area: A = (20 · 12) / 2 = 240 / 2 = 120 cm².
Domande frequenti
Come si calcola l'area del rombo?
L'area del rombo si calcola con la formula A = (d · dm) / 2, dove d è la diagonale maggiore e dm è la diagonale minore. Con d = 10 cm e dm = 6 cm: A = (10 · 6) / 2 = 60 / 2 = 30 cm².
Come si calcola il perimetro del rombo?
Il perimetro si ottiene moltiplicando per 4 la lunghezza di un lato, che si ricava con il teorema di Pitagora: lato = √((d/2)² + (dm/2)²). Con d = 10 cm e dm = 6 cm: lato = √(5² + 3²) = √34 ≈ 5,83 cm; perimetro P = 4 · 5,83 ≈ 23,32 cm.
Perché l'area del rombo si calcola con le diagonali e non con la base e l'altezza?
Le diagonali del rombo si incontrano perpendicolarmente nel loro punto medio, dividendo la figura in quattro triangoli rettangoli congruenti. Da questa proprietà discende direttamente la formula A = (d · dm) / 2. La base e l'altezza di un rombo sono invece spesso ignote, mentre le diagonali si misurano facilmente.
Qual è la differenza tra rombo e quadrato?
Nel quadrato tutti e quattro gli angoli interni sono retti e le due diagonali sono uguali in lunghezza. Nel rombo i quattro lati sono uguali come nel quadrato, ma gli angoli non sono necessariamente retti e le diagonali hanno lunghezze diverse. Il quadrato è quindi un caso particolare di rombo.
Come si ricava la lunghezza di un lato del rombo conoscendo le diagonali?
Dal teorema di Pitagora: lato = √((d/2)² + (dm/2)²). Con d = 10 cm e dm = 6 cm: lato = √(25 + 9) = √34 ≈ 5,83 cm. Questa formula si usa poi per calcolare il perimetro: P = 4 · lato.
Cosa succede all'area del rombo se si raddoppiano entrambe le diagonali?
L'area si quadruplica. La nuova formula diventa A_nuovo = (2d · 2dm) / 2 = 4 · (d · dm) / 2 = 4A. Con d = 10 cm e dm = 6 cm l'area originale è 30 cm²; raddoppiando entrambe le diagonali si ottiene A_nuovo = (20 · 12) / 2 = 120 cm², cioè quattro volte 30 cm².
Qual è la differenza tra rombo e parallelogramma?
Il parallelogramma ha i lati opposti uguali e paralleli, ma le due coppie possono avere misure diverse. Il rombo è un parallelogramma con tutti e quattro i lati uguali, quindi un caso più specifico. Cambia anche il comportamento delle diagonali: nel parallelogramma si bisecano ma non sono perpendicolari, nel rombo si bisecano E sono perpendicolari.
Il rombo è anche un parallelogramma?
Sì. Ogni rombo è un parallelogramma, perché i suoi lati opposti sono paralleli a coppie. Ma non ogni parallelogramma è un rombo: per essere un rombo, tutti e quattro i lati devono essere uguali. Il rombo aggiunge il vincolo dei quattro lati congruenti alla definizione di parallelogramma.
Come si trovano gli angoli di un rombo conoscendo le diagonali?
Le diagonali si perpendicolano e si bisecano, formando quattro triangoli rettangoli uguali. L'angolo acuto α soddisfa tan(α/2) = (dm/2) / (d/2) = dm / d. Con d = 10 e dm = 6: tan(α/2) = 6/10 = 0,6, quindi α/2 ≈ 31°, α ≈ 62°. L'angolo ottuso è β = 180° − 62° = 118°. Gli angoli opposti sono sempre uguali tra loro.
Come si trova una diagonale conoscendo l'area e l'altra diagonale?
Si isola la diagonale incognita dalla formula dell'area: se A = (d · dm) / 2, allora dm = (2 · A) / d. Con A = 48 cm² e d = 16 cm: dm = (2 · 48) / 16 = 96 / 16 = 6 cm. Si può poi calcolare il lato: √((16/2)² + (6/2)²) = √(64 + 9) = √73 ≈ 8,54 cm.
Cos'è la losanga? È lo stesso del rombo?
Sì, losanga è un sinonimo di rombo, usato soprattutto in italiano antico e nel gergo grafico (come nel seme di denari nelle carte da gioco). In matematica scolastica il termine corretto è rombo; in altri contesti (tipografia, segnaletica, design) si preferisce losanga. Le formule sono identiche.
Quale segnale stradale ha la forma di un rombo?
Il segnale di 'diritto di precedenza' è un rombo giallo bordato di bianco, orientato con un vertice verso l'alto e uno verso il basso. In Italia e in Europa è uno dei segnali di precedenza più riconoscibili. La simmetria del rombo su entrambe le diagonali lo rende leggibile da lontano in qualunque condizione di luce.
Un rombo può avere tutti gli angoli uguali?
Solo se tutti gli angoli sono 90°: in quel caso il rombo è un quadrato. In un rombo generico, i quattro angoli si dividono in due coppie: due angoli acuti uguali e due angoli ottusi uguali, con la somma di ogni coppia adiacente uguale a 180°. Non può esistere un rombo con angoli tutti diversi tra loro.
Qual è l'altezza di un rombo?
L'altezza h è la distanza perpendicolare tra i due lati opposti paralleli. Si calcola come h = dm · sin(α), oppure si può ricavare dall'area: se A = base × altezza e la base è il lato l, allora h = A / l. Con d = 10, dm = 6 (A = 30 cm²) e lato ≈ 5,83 cm: h = 30 / 5,83 ≈ 5,15 cm. L'altezza è utile quando si vuole calcolare l'area con la formula del parallelogramma.
Quante assi di simmetria ha un rombo?
Un rombo ha esattamente due assi di simmetria, che coincidono con le sue due diagonali. La diagonale maggiore e la diagonale minore dividono la figura in due metà speculari. Il quadrato, caso speciale del rombo, ne ha quattro: le due diagonali più le due rette che uniscono i punti medi dei lati opposti.
Come si usa il calcolatore per verificare i compiti?
Si inserisce il valore della diagonale maggiore d e della diagonale minore dm nei campi appositi: area e perimetro si aggiornano immediatamente con la formula già sostituita. Se il risultato del calcolatore coincide con quello ottenuto a mano, il procedimento è corretto. In caso di discrepanza, conviene controllare prima se si sono confuse d e dm o se si è dimenticato il divisore 2.